Aprile 3, 2025

Genoa, un occhio al risultato e l’altro al futuro

Il Genoa la spunta nel finale, Venezia battuto 2-0

Può incidere l’attuale classifica di serie A nello sviluppo di Udinese-Genoa? Sperabilmente sì, perché significherebbe che la tranquillità in cui sono immerse le due protagoniste può trasformarsi in spettacolo, inteso come battaglia a viso aperto, priva di esasperati tatticismi. Una volta tanto l’esigenza di divertere il pubblico potrebbe essere preponderante sulla necessità di fare risultato a tutti i costi.

All’andata riuscì al Grifone il colpaccio, favorito dall’inferiorità numerica patita dai bianconeri per quasi l’intero incontro. Stavolta si riparte da… undici pari e si annuncia un match equilibrato, in cui i friulani possono far pesare un bottino di punti più rilevante e i rossoblù il fattore campo. La banda di Vieira, assorbita senza il minimo scossone la peraltro prevista sconfitta di Torino, ci tiene a mantenersi in carreggiata e a regalare un’altra gioia alla propria gente, già entusiasta per il recente successo dei diciottenni di casa al Torneo di Viareggio. L’exploit è alla portata, ma appare ben più complicato di quanto non suggerisca la graduatoria. L’Udinese è antagonista ostico sotto ogni aspetto, e l’ha compreso la capolista in nerazzurro, che ha faticato per ridurlo alla ragione e rischiato sino al fischio finale di essere raggiunta. Sotto l’aspetto delle potenzialità, gli ospiti si fanno preferire, ma il loro freno è rappresentato da una certa incostanza di rendimento.

Nessun dubbio invece sulle ulteriori caratteristiche degli uomini di mister Runjaic, tutti colossi, insuperabili nel gioco di testa e nel contrasto. Una multinazionale in cui la componente nostrana è risibile, ma quanto conta, nel calcio moderno, la provenienza civica e calcistica? L’Udinese non è squadra avvezza alle finezze tecniche, ma sa coprire il campo con un 3-5-2 efficacissimo, fondato sull’atletismo e sulla potenza degli interpreti. In avanscoperta si affida ad uno dei rari italiani in rosa, quel Lucca sempre atteso a sbocciare definitivamente, e in difesa ad un paio di specialisti, Bijol e Solet, che da carneadi assoluti si sono trasformati in fulgide realtà del nostro campionato e in obiettivi di mercato delle “big”. Niente male neppure il centrocampo, con Kalstrom eccellente nell’orchestrare la manovra collettiva.

Servirà il miglior Genoa, anche considerato il “gap” di chili e centimetri tra i due team. L’idea base di Vieira sarà manovrare palla a terra, sfruttando la rapidità di Miretti (convalescente però da una sindrome influenzale) e cercando di recuperare palla presto, con un pressing asfissiante. Intento ulteriore sarà ovviamente tenere il comando dell’incontro accrescendo il numero delle verticalizzazioni, così da andare al tiro con superiore frequenza.

Capitolo formazione. Basilare il recupero di Martin, che ha scontato la squalifica: gli farà ovviamente posto Matturro, che non sempre riesce a fare onore al proprio cognome. In mezzo al campo possibile ma non certa ancora una chance per Onana, le cui qualità restano sotto esame. Non ci piove invece su Frendrup (in diffida, ma che importa?) e su Masini, il talento più luminoso emerso nella stagione genoana in corso, ma potrebbe spuntarla anche Thorsby, ormai pronto al rientro dal primo minuto.

Da valutare, alla luce dell’abbondanza, la composizione della prima linea. Pinamonti è pressoché certo del posto, ma attenzione a Ekuban, più adatto del trentino se dovesse servire la conservazione del risultato agendo in contropiede. Miretti dovrebbe essere della gara, ma anche Malinovskyi meriterebbe una chance, in specie rammentando i due assist sfornati per abbattere il Lecce.

Non manca, comunque, l’incertezza riguardo alle scelte del trainer, che potrebbero essere anche influenzate da… pensieri futuristici.  Ekhator e Venturino scalpitano, sono un patrimonio per il Genoa di oggi e di domani: bisogna però valutare se siano già pronti per farsi largo in una difesa di marcantoni. Simile la situazione di Vitinha, finalmente in grado di rendersi utile, perlomeno part-time. I cambi operati in corso d’opera saranno comunque finalizzati ad offrire una chance agli emergenti o a quei giocatori ristabiliti di fresco da infortuni.

A mister Patrick tocca solo un’incombenza: offrire un cocktail gradevole fra punti di forza irrinunciabili ed elementi sotto esame. Guai se si perdesse di vista la sostanza, vale a dire la prestazione e anche il verdetto numerico.

                        PIERLUIGI GAMBINO

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